Altar-de-la-curanderaSecondo lo yoga l’infertilità corrisponde a un disequilibrio dei centri energetici muladhara (cavità pelvica) e svadhisthana (cavità addominale). Un perineo e un addome costantemente contratti diminuiscono l’energia vitale che circola in queste aree.

La pratica di yoga ristorativo o di yin yoga può beneficiare il momento dell’ovulazione e migliorare la fertilità perché da’ supporto al sistema riproduttivo. Una regolare pratica di yoga con posizioni capovolte è essenziale per mantenere l’equilibrio ormonale nutrendo le ghiandole tiroidee, pineali (responsabile per il ritmo veglia-sonno e delle variazioni ritmiche dell’attività sessuale) e pituitarie (responsabili per la secrezione di ormoni sessuali). Inversioni sostenute, come viparita karani o salamba sarvangasana, ci permettono di rimanere più a lungo nella postura e ricevere più beneficio.

tumblr_mcfhux8KeS1qaz9lto1_1280Da un punto di vista di medicina cinese, l’infertilità può essere anche causata da un disequilibrio del mascolino e femminino in noi. I principi taoisti di yin e yang suggeriscono che lo yin incarna il femminino e lo yang il mascolino. Quando questi due elementi sono sbilanciati, si può verificare una malattia nel corpo. Donne che esagerano con attività yang (dinamiche, attive, atletiche), per esempio, spesso smettono di avere le mestruazioni. E lo sappiamo — le mestruazioni sono il segno che l’ovulazione ha avuto luogo.

la_curanderaSe capiamo meglio la nostra costituzione fisica, emotiva e mentale (per esempio con l’aiuto di un terapista di ayurveda), possiamo scegliere una pratica che porti un genuino equilibrio. Quello che è importante però non è che stile di yoga o posture si praticano. Quello che conta è come le pratichiamo, coltivando la capacità di portare spazio e vitalità nel basso ventre (in termini anatomici), di far fluire l’energia vitale (in termini mistici) e di ridurre il livello di stress (in termini scientifici).

I NEMICI DELLA FERTILITÀ 

Stress
Lo stress è il primo nemico dell’infertilità. L’ormone dello stress, l’adrenalina, restringe i vasi sanguigni, inclusi quelli presenti nell’utero, interferendo con il concepimento. Gli ormoni dello stress diminuiscono anche l’efficacia degli ormoni della fertilità. In più dopo i 35 anni produciamo meno ormoni sessuali e il nostro corpo subisce maggiormente gli effetti dello stress. Il tentativo stesso di cercare di concepire può procurare stress. La pratica di yoga può aiutarci a spostare l’ansia del futuro verso il risveglio nel momento presente. Molliamo il desiderio di concepire e ci concentriamo invece a rivitalizzare il nostro corpo e aprire i nostri cuori alla possibilità del concepimento.

3_curandera_MayaByskovMeccanismo dello Stress
Lo stress e’ la risposta a un pericolo reale attraverso la fuga, il congelamento o il combattimento. Lo stress si genera anche di fronte a un pericolo percepito (la mente non distingue!) sotto forma di emozioni negative quali odio, rabbia, depressione e ansia.

Fisiologicamente funziona così: la corteccia razionale e il cervello emotivo (sistema limbico)  mandano segnali dall’ipotalamo che, a sua volta, manda un input al sistema endocrino che secerne cortisolo (ormone dello stress) portando a uno stato continuo di allerta. A questo stato di allerta deve seguire uno stato di rilassamento profondo in cui il sistema nervoso e’ inibito dal parasimpatico che stimola le ghiandole e gli organi del sistema immunitario.

Le emozioni negative generate da una situazione di stress devono perciò essere riconosciute, elaborate e liberate dal sistema. Altrimenti vengono immagazzinate nel subconscio e nel corpo sotto forma di tensioni fisiche, fastidi e malattie quali perdita di memoria, fatica cronica, ansia, perdita di energia, consumo del sistema endocrino, indebolimento del sistema immunitario, invecchiamento cerebrale e infertilita’, appunto.Screen-shot-2011-09-09-at-2.17.33-AM-465x600

Paura e Desiderio
La paura e il desiderio sono fortemente connessi e spesso causa di stress. La paura di non essere fertile, di non essere all’altezza, di non avere un partner adeguato, di essere fuori tempo limite. Ma la paura è sempre altro da noi e dal momento presente, sospesa in una dimensione parallela del congiuntivo: “E se succedesse questo o quello?” La paura si accompagna alla brama. Se mettiamo fine al desiderio, la paura se ne va da sola, ritroviamo la pace e la libertà:

“Quando cessa il desiderio, non c’è più paura. Allora siamo veramente libere, in pace, felici. Quando il praticante non ha più desiderio ne’ formazioni interne, si è liberato dall’abisso.”

Sutra sulla Rete dell’Amore Fisico, strofa 30

La paura condiziona fortemente la nostra vita e ci rende infelici, facendoci aggrappare a oggetti o persone come chi sta per affogare si aggrappa a un legno che galleggia. Praticando invece il non-attaccamento facciamo il dono della non-paura a noi stessi e agli altri.

Mancanza di Intimità
Riscoprire la gioia di essere donna, ritrovare il piacere e la ‘jeux de vivre’, lasciar andare sensi di colpa, blocchi sessuali e inibizioni cantando, ballando e intrattenendosi in attività (anche manuali) senza un fine o un obiettivo, solo per la gioia di esprimersi. Sono tutte tecniche queste alla base di una sana intimità con se stesse e, di conseguenza, con il partner. L’intimità fisica, pero’, non basta. Serve anche un’intimità più elevata, un’intimità spirituale con il proprio compagno:

 “L’intimità spirituale con il partner contribuisce a generare intimità emotiva e rende più appagante l’intimità fisica. Quando c’è intimità spirituale, l’intimità fisica ed emotiva possono essere sane, piacevoli e portatrici di guarigione.”

Thich Naht Hanh, Sono qui per Te