Ripropongo qui la mia storia (aggiornata), raccontata tempo fa a DG Marche. QUI la fonte.

ME

“La nostalgia non intensifica l’attività della memoria, non risveglia ricordi, basta a se stessa, alla propria emozione, assorbita com’è dalla sofferenza.”
(Milan Kundera, Ignoranza)

 1. Ciao Silvia, come inizieresti questa insolita chiacchierata con DG Marche?
“Perché sei tornata? Chi te l’ha fatto fare?” Mi sento dire spesso. La mia risposta più istintiva: “Ti farei  passare io undici anni in quel di Londra!” Battute a parte, me lo sono chiesto diverse volte perché sia rimpatriata. Dopo tutto, avevo un lavoro di tutto rispetto, una casetta deliziosa, e una vita sociale attiva. Ma non è bastato. Come scrive Kundera, “la nostalgia è la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare”. E di fondo è stato così: un bisogno personale e ancestrale di riconnettermi con le origini e far pace col passato, al di là delle circostanze storiche, economiche e sociali poco favorevoli. Ma facciamo un passo indietro e andiamo a ripercorrere la mia storia da emigrante…

2. Raccontaci la tua storia dal paesello (Cerreto d’Esi) alla metropoli (Londra) e il tuo ritorno
Dopo una laurea in lingue, un’esperienza di studio a Berlino e di lavoro a Venezia, vinsi una borsa di studio per un master in editoria a Londra. Tre mesi prima di completare il corso, la casa editrice dove avevo praticato nove mesi di stage, mi assunse come Assistant Editor. Da lì è stata una scalata a Editor, Publishing Editor, Senior Publishing Editor e, infine, Business Development & Strategy Manager. Parallelamente alla mia carriera in multinazionale (ho lavorato per dieci anni presso la Thomson Reuters), non ho mai abbandonato lo yoga, che provai per la prima volta a Venezia, nel lontano 2001, proseguii brevemente a Perugia e approfondii, infine, a Londra. Iniziai yoga proprio come contrappeso alla vita stressante da carrierista di città e come percorso personale d’introspezione e auto-conoscenza, ma mai con l’idea di farne una professione né tanto meno un business. Anche oggi rimane prima di tutto una crescita personale. Nell’arco di questi anni ho avuto modo di viaggiare il mondo e di venire a contatto con tante realtà e possibilità alternative di vita, che, insieme al percorso yogico, hanno piantato in me il seme del cambiamento.

L’intenzione di tornare è maturata, di fatto, diversi anni fa, prima che diventasse azione. Ho aspettato… che divenisse uno stimolo dal profondo… che da scelta si alchimizzasse in un passaggio inevitabile. Anche se l’azione non si è materializzata subito, il cambiamento era già in atto e con esso tutta la preparazione al grande passo. Certo – sarei superficiale nell’omettere che un cambiamento implica sempre una rottura, una separazione, un addio e, quindi, sofferenza, anche quando, come nel mio caso, si è trattato della chiusura di un ciclo e di un’evoluzione naturale e consapevole.

Ritornando alla cronologia della mia storia, ad agosto 2012 chiesi alla mia azienda un sabbatico per viaggiare in India e approfondire i miei studi. Da lì non c’è stato ritorno. Dopo la parentesi indiana nella prima metà del 2013, venni a trascorrere tre mesi in Italia per capire se avessi potuto vivere di nuovo in patria, dopo undici anni di assenteismo. Con mia sorpresa, a parte un primo periodo di ambientazione, ho trascorso una delle estati più belle, apprezzando l’affetto della comunità, la bellezza della natura e la semplicità del vivere. E, soprattutto, ho capito che qui c’era da fare, da ricostruire e da riformare, mettendo a disposizione della comunità le mie competenze, la mia esperienza, e le mie passioni. Rientrai a Londra ad agosto 2013 per un paio di mesi – giusto il tempo licenziarmi, fare il trasloco, e salutare tutti gli amici.

Da sedici mesi mi sono stabilita in Italia, nel mio paese di origine, dove cinque anni fa non avrei mai pensato di poter vivere. E sono felice. Sto facendo tutte cose che mi piacciono. Da libera professionista posso scegliere con chi lavorare, decidere quando e selezionare gli incarichi. “Tutta questa scelta?”, penserete. Succede così, vi rispondo io: quando individui qualcosa che veramente ti piace fare e impari a farlo bene, con anima e corpo, non importa cosa tu faccia e che ci sia crisi, concorrenza o mentalità ostile. Le persone ti cercano.

3. Di che cosa ti occupi oggi?
Attualmente, sto lavorando a tantissimi progetti, tutto incentrati sullo yoga e il benessere. Tengo lezioni settimanali presso la scuola di danza Tersicore (via Brodolini 16 a Fabriano) e a La Casa dei Fiori (tra Cerreto d’Esi e Matelica), seminari e workshop a cadenza mensile collaborando con professionisti del territorio, e organizzo almeno un ritiro di yoga all’anno per stranieri. Sto collaborando a un progetto regionale con l’ospedale di Fabriano che introduce yoga come complemento alla salute mentale, traducendo un libro sullo yoga di cui posseggo i diritti esclusivi di traduzione, e lavorando a delle carte gioco di yoga e inglese per bambini. Collaboro anche con una casa editrice (www.gruppomacro.com) per creare una collana di testi e manuali di yoga. Insomma, sto felicemente unendo la mia esperienza editoriale con la mia passione per yoga. Per mantenermi, negli ultimi mesi ho anche prestato servizi occasionali di mediazione linguistica, insegnamento dell’inglese e traduzioni varie, ma il mio interesse primario vuole concentrarsi sullo yoga e sull’editoria di settore.

4. Come ti sei fatta conoscere e come hai creato la tua attività?
Prima di tutto, ho investito sulla mia formazione. Posseggo due diplomi di yoga e ho iniziato un percorso di studio di cinque anni con un Maestro indiano (www.ayurveda-ashram.it). Per creare Urban Gipsi Yoga, ho investito in quello che chiamo ‘marketing intelligente’, avvalendomi della consulenza di professionisti e consulenti validi. Uno dei miei motti è: “Se vuoi fare qualcosa, falla per bene”. E dove sapevo di non arrivare, ho chiesto aiuto. Ho ingaggiato una Graphic Designer (www.luciatogni.com) per creare un logo e un sito che rispecchiassero la mia personalità istrionica (www.urbangipsiyoga.com), ho cercato la consulenza di un Marketing Strategy Consultant (www.idealiway.com) per capire come muovermi nel mercato e come evolvere, ho creato un primo video tutorial guidata da un video maker di talento (www.paolobacchi.com), e ho iniziato una collaborazione con un fashion blog di Grazia.it (www.inthemoodforlove.it) dove mensilmente mi diletto a condividere riflessioni, recensioni e storie sulla moda etica, lo stile di vita naturale e il mondo dello yoga in generale. Continuo a valutare altre opportunità e collaborazioni creative.

Cerco di fare tutto quello che faccio con rilassatezza, amore e divertimento, senza attaccamento ai risultati, aspettative fisse, o aridi scopi di lucro. Se è vero che un progetto perché sia di ‘successo’ abbia bisogno di autosostentarsi, non si lavora mai SOLO per soldi, contrariamente a quello che pensano molti. E se qualcuno lo fa, sacrifica qualcosa di molto importante: la realizzazione personale che, a mio parere, è il punto di accesso alla felicità, intesa come armonia tra quello che si fa, quello che si dice e quello che si pensa.

5. Che consigli dai ai giovani che si affacciano sul mondo del lavoro che non lo trovano e vorrebbero crearselo? O a coloro che sono infelici nella loro situazione lavorativa e vorrebbero reinventarsi.
Suggellerei la mia esperienza personale astraendola in nove consigli:

  • Quando hai chiarezza e capisci esattamente quello che vuoi fare, sei già a metà strada. Da li, devi solo capire come arrivarci, passo dopo passo
  • Se fai una cosa, falla per bene – investi in te stesso!
  • Circondati di persone che hanno più talento di te
  • Divertiti in tutto quello che fai e fallo con il cuore
  • Abbi fiducia in te stesso e nella vita. Diffida invece da chi ti scoraggia
  • Come dice il mio amico Simone, abbraccia l’incertezza per avere la certezza di fare quello che ti piace… e di averci almeno provato
  • Le cose maturano quando sono pronte. Non attaccarti, ostinarti, resistere. E’ quando lasci andare che le opportunità vengono a te
  • Impara l’arte della pazienza, della lentezza… e della pazienza
  • Persevera
Om Shanti
Silvia by UGY